I critici di Hollywood Reporter scelgono i 20 migliori film di Cannes 2023

I critici di Hollywood Reporter scelgono i 20 migliori film di Cannes 2023

Anatomia di una caduta

concorrenza

Interpretata da una sensazionale Sandra Hüller nei panni di una scrittrice tedesca sotto processo per l’omicidio del marito, la vincitrice della Palma d’oro della regista francese Justine Triet è avvincente e gratificante: in parte procedimento legale, in parte ritratto di una donna complicata, in parte istantanea di un matrimonio su l’orlo e parte della narrativa di formazione. Soprattutto, Anatomia di una caduta riguarda l’essenziale inconoscibilità di una persona, di una relazione e la pericolosa impossibilità di cercare di capire, sia che si tratti di un bambino che si interroga sui suoi genitori o di un’aula di tribunale che si sforza di dare un senso a un sospetto imperscrutabile. —JON FROSCH

Storie correlate

Anselmo

Proiezioni speciali

L’ultimo documentario in 3D di Wim Wenders offre un affascinante catalogo cinematografico dell’opera profondamente tattile e massimalista del pittore-scultore tedesco Anselm Kiefer. Come in Pina, luminoso tributo di Wenders del 2011 alla defunta ballerina-coreografa Pina Bausch, il regista fa il miglior caso possibile per i teatri d’essai per mantenere aggiornato il loro kit di proiezione 3D: questo è uno di quei rari film che è effettivamente arricchito dall’uso di il formato e non una scusa per un brivido ingannevole per chi si diverte facilmente o molto giovane. — LESLIE FELPERIN

Il Rompere il Ghiaccio

In una certa prospettiva

La location del film intimo e soddisfacente di Anthony Chen – la gelida città cinese di Yanji, vicino al confine nordcoreano – sottolinea in modo eloquente le circostanze dei suoi protagonisti, le loro vite sospese come se fossero congelate sul posto. I personaggi sono una donna e due uomini sulla ventina (interpretati con squisita misura e impeccabile naturalismo da Zhou Dongyu, Liu Haoran e Qu Chuxiao) invischiati in un quasi triangolo amoroso e afflitti da angosce raramente articolate. I loro momenti di introspezione rivelano tanto quanto nascondono. — DAVID ROONEY

La Chimera

concorrenza

Il film lirico e rinvigorente della regista italiana Alice Rohrwacher ruota attorno a un’affascinante comunità tascabile: il tombaroli, ladri di tombe illegali che scavano reliquie etrusche e guadagnano denaro vendendo quelle antichità a recinzioni che a loro volta le vendono a musei e collezionisti per somme enormemente maggiori. Josh O’Connor è superbo nel ruolo centrale di un inglese tormentato che il tombaroli considera come una sorta di mistico, capace di individuare punti fruttuosi da scavare con un ramo biforcuto che funge da bacchetta da rabdomante. — DR

Chiudi gli occhi

Anteprime di Cannes

Sono passati 31 anni da quando l’autore spagnolo Victor Erice ha realizzato il suo ultimo lungometraggio, e l’attesa è valsa la pena. Il protagonista è un cineasta e romanziere anziano (Manolo Solo), che, come Erice, non gira un film da decenni e che ora vive come un eremita in un villaggio sulla costa spagnola. Deliberatamente ritmato ma accumulando potere, questo lavoro toccante e vivacemente vivo si trasforma in un crescendo in un atto conclusivo in cui un film stesso gioca un ruolo fondamentale, resuscitando vite e ricordi dimenticati come solo il cinema può fare. — GIORDANIA MINTZER

I Delinquenti

In una certa prospettiva

L’incantevole enigmatica saga di rapine di tre ore del regista argentino Rodrigo Moreno inizia come una piacevole storia poliziesca su due impiegati di banca che cercano di liberarsi dalla routine quotidiana. Ma poi divaga, si approfondisce e si complica, creando nuovi misteri da quelli vecchi e storie d’amore dal nulla. L’epopea intimamente criptica è un gusto acquisito che richiede pazienza, ma per coloro che sono disposti ad accettarne i ritmi tortuosi e la struttura simile a un puzzle, offre molte ricompense. — JM

Foglie cadute

concorrenza

Il maestro finlandese Aki Kaurismäki è in forma vintage con il suo primo film in sei anni, una tragicommedia snella ma estremamente soddisfacente su due colletti blu solitari che inciampano verso quello che potrebbe essere l’amore. Con una durata di soli 81 minuti, il vincitore del terzo premio della giuria può essere leggero rispetto a molte delle narrazioni più complesse di Kaurismäki, ma il suo pozzo di sentimento si insinua in te e offre una buona dose di battute a crepapelle con buffo aplomb. — DR

Tizzone ardente

concorrenza

Il dramma storico ricco di suspense e trama del regista brasiliano Karim Aïnouz — il suo primo film in inglese — ritrae la sesta e ultima moglie di Enrico VIII, Catherine Parr, mentre tenta di evitare il ceppo. Nonostante sia immerso nell’atmosfera cupa di un paese avvolto dalla peste e sotto il dominio tirannico, il film è vivo con un vigoroso atteggiamento contemporaneo, fornendo un paio di ruoli da protagonista per Alicia Vikander (nella sua migliore interpretazione da Ex machina) e un Jude Law spaventosamente mutevole nei panni del monarca malato. — DR

Quattro figlie

concorrenza

Nella sua straziante docu-fiction, Kaouther Ben Hania invita attori professionisti a ricreare l’esperienza devastante di una donna tunisina di perdere le sue due figlie maggiori, che sono scappate per unirsi allo Stato islamico in Libia. Mettendo in scena i ricordi come scene e alternando le rievocazioni con interviste ai membri della famiglia lasciati alle spalle, il regista costruisce una narrazione avvincente sulla memoria, la maternità e i traumi ereditari di una società patriarcale. — LOVIA GYARKYE

Il caso Goldmann

Quinzaine des Réalisateurs

Il duro e avvincente dramma giudiziario del regista Cédric Kahn rivisita il processo del 1975 contro il radicale di sinistra francese Pierre Goldman, accusato dell’omicidio di due farmacisti e soggetto al palese antisemitismo della polizia. L’attore franco-belga Arieh Worthalter è avvincente nel ruolo del protagonista, convincendoci dell’innocenza di Goldman, per non parlare del suo impegno per cause politiche, molto prima della fine del processo. La suspense ruota attorno al fatto che la giuria sarà d’accordo con noi. — JM

Ritorno a casa

concorrenza

L’emozionante dramma di Catherine Corsini vede Suzy Bemba ed Esther Gohourou nei panni di sorelle che tornano nella nativa Corsica per l’estate con la loro mamma (Aïssatou Diallo Sagna), che fa da tata a una ricca famiglia parigina. Il film si sposta in modo impeccabile tra i personaggi, seguendo i loro archi separati mentre scava in un tragico passato condiviso. Non c’è niente di enormemente nuovo nella storia, ma sembra fresco grazie alle attrici, che portano un grande carisma nei loro ruoli. — JM

Come fare sesso

In una certa prospettiva

Il viaggio estivo in Grecia di tre diplomati delle scuole superiori britanniche prende una svolta devastante quando uno di loro viene aggredito sessualmente nel film d’esordio silenziosamente sbalorditivo di Molly Manning Walker, che quest’anno ha vinto la sezione Un Certain Regard. Mia McKenna Bruce offre un potente ritratto di una giovane donna alle prese con la realtà nascente di ciò che le è successo, così come le mutevoli dinamiche tra lei e le due amiche che lottano per capire la sua nuova indole. — LG

Gli assassini della luna dei fiori

Proiezioni speciali

Basato sul libro di saggistica di David Grann, l’avvincente resoconto di Martin Scorsese sull’eliminazione metodica dei nativi americani ricchi di petrolio all’inizio degli anni ’20 in Oklahoma è una cronaca tentacolare e fitta di una tragedia crescente che non allenta mai la presa. Un superbo Leonardo DiCaprio interpreta l’uomo senza spina dorsale tormentato dalla sua parte nel nefasto complotto orchestrato dallo zio allevatore di bestiame (Robert De Niro) – ma la rivelazione è la meravigliosa Lily Gladstone nei panni della donna Osage abbastanza sfortunata da sposarlo. — DR

La madre di tutte le bugie

In una certa prospettiva

Usando un modello in scala del quartiere della sua infanzia e statuette per rappresentare la famiglia, gli amici e i vicini – molti intervistati qui – la documentarista marocchina Asmae El Moudir adotta un approccio disarmante e popolaresco per svelare molteplici segreti nel suo primo lungometraggio. Il risultato è uno studio astuto, spesso giocoso e in definitiva commovente della comunità, dell’angoscia generazionale e delle atrocità nascoste dallo stato, che fonde la tecnica della saggistica con l’originalità e l’abilità narrativa raffinata. — L.F

Città occupata

Proiezioni speciali

Senza interviste o materiale d’archivio, il provocatorio documentario di oltre quattro ore di Steve McQueen combina un elegante ritratto dell’Amsterdam contemporanea con un resoconto orale pratico della città durante la sua occupazione da parte della Germania. Il film ha l’esaustività di opere magnum della cronaca dell’Olocausto come quelle di Max Ophuls Il Dolore e la Pietà. Ma la sua prospettiva è fresca, rifuggendo le consuetudini della saggistica per scrutare nel luogo liminale in cui indugiano i fantasmi della storia e suscitando qualcosa di più complesso dell’emozione. — SHERI LINDEN

Giorni perfetti

concorrenza

Nello studio del personaggio eloquente ed emotivamente ricco di Wim Wenders – il suo miglior film narrativo da anni – l’illustre veterano dello schermo Koji Yakusho (vincitore del premio come miglior attore di questa edizione) interpreta un uomo di Tokyo di mezza età che ha ridotto la sua vita a una routine di servizio e piccoli piaceri. È un film di ingannevole semplicità, che osserva i minuscoli dettagli di un’esistenza con tale chiarezza, anima ed empatia da costruire un potere cumulativo quasi senza che tu te ne accorga. — DR

Il Pot Au Feu

concorrenza

Dove altro se non la Francia sarebbe l’ambientazione di uno dei più squisiti film porno di cucina d’essai in arrivo tra un po’ di tempo? Interpretato da Benoît Magimel e Juliette Binoche nei panni di un buongustaio del XIX secolo e della sua cuoca e amante di lunga data, il nuovo film di Tràn Anh Hùng (vincitore del miglior regista di questa edizione) cattura i suoi piatti appetitosi come tableaux commestibili e meravigliosamente realizzati, combinando meraviglie culinarie con una commovente storia d’amore di mezza età. — JM

Strano modo di vivere

Proiezioni speciali

L’inebriante queer western di mezz’ora di Pedro Almodóvar presenta interpretazioni fumanti di Ethan Hawke e Pedro Pascal nei panni di ex amanti – rispettivamente uno sceriffo e un allevatore – che si ritrovano dopo 25 anni. Il maestro spagnolo racchiude il breve tempo con una maggiore profondità di sentimento e un’atmosfera evocativa di quanto la maggior parte dei registi riesca a gestire in un lungometraggio. — DR

Versi terrestri

In una certa prospettiva

Ispirati dalla complessità delle rime di una forma classica di poesia persiana, gli sceneggiatori-registi Ali Asgari e Alireza Khatami hanno costruito un’opera completamente moderna di tonificante concisione ed eleganza. Ciascuno dei segmenti ad incastro si concentra su un residente di Teheran mentre cerca di ragionare con un burocrate governativo o una figura autoritaria. Le situazioni che i protagonisti affrontano sono specifiche dell’Iran, ma la loro crescente follia è universale. Il film pulsa di dolore e indignazione per l’assurdità dei dettami tirannici che schiacciano le anime. — SL

La zona di interesse

concorrenza

Basato sul romanzo di Martin Amis del 2014, questo film in lingua tedesca di Jonathan Glazer (vincitore del secondo premio del festival) è un devastante dramma sull’Olocausto come nessun altro, a dimostrazione del controllo infallibile dell’autore britannico sulla narrazione tonale e visiva. Incentrato sulla famiglia di un alto ufficiale delle SS che vive la loro vita da sogno bucolica appena fuori Auschwitz, è uno storditore il cui freddo stile di osservazione in qualche modo rende il suo esame ancora più agghiacciante. — DR

Una versione di questa storia è apparsa per la prima volta nel numero del 24 maggio della rivista The Hollywood Reporter. Clicca qui per iscriverti.